Stampa
officine_forte020002.jpg
home
SEZIONE OFFICINE FORTE MARGHERA
officine_forte020001.jpg
back


Sezione Officine Forte Marghera

 

vi sono posti dove non c'è vocio, ne suono di strumenti, se non lo sciabordio sordo dell'acqua densa di una laguna e quel sussurro delle foglie sull'alberi. Sembra il frusciare di abiti leggeri in una lontana sera d'estate, perché qui tutto sia antico e vero allo stesso tempo.

Cosi si pensa quando per la prima volta si incontrano gli spazi del Forte Marghera.
Ma sono luoghi di vita, non di rimpianto, non appaiono, essi sono la e la loro anima sembra solo offuscata da un tempo passato, ridata e rinnovata come un frutto raccolto dalla polvere, lucente e succulento, la cui maturità lo rende dolcissimo, perfetto. Solo cercava la mano di colui che lo sapesse vedere per ridare, ancora e poi ancora, tutta la sua dolcezza e nutrimento.

Sono Vincenzo Eulisse, Maurizio Bucca, Roberto Cannata, Ivana Galli e Rita Pierangelo coloro i quali hanno saputo con umiltà e semplicità estreme ricondurre a vita questi spazi d'Arte, sono loro con la loro vena di follia e il loro desiderio infinito e infinita fiducia nel futuro a fare di questi spazi un incanto a venire, loro che hanno percorso strade differenti, spesso lontane, ma accomunate in quell'aura misteriosa e "dannata" che nell'arte trova apparenza e voce.

Sono spazi aperti ed essi sono simbolo dei nostri tempi, ma allo stesso tempo archetipo, di una ricerca comune, il confronto e l'interazione tra coloro che nell'arte parlano la stessa lingua. C'è una strada nel mezzo percorsa da Vincenzo, Maurizio, Roberto, Ivana e Rita, ed è una strada che non fa riferimento solo a se stessa, conduce ma allo stesso tempo raccoglie chi passando sceglie di vederla, essa è interna ed esterna a se stessa, come una prospettiva rovesciata, tutto è li, a portata di mano, e tutto avviene nel presente.

Coabitare, scambiare pensiero, creare e dare dignità a tutto ciò che sfugge ad uno sguardo frettoloso. Tutto questo è e sarà possibile in questo luogo: Officine Forte Marghera, specchio senza una grinza ma reso profondo dalla sua storia.
                                                                                                                                     R.C.Phillips



There are places where there is no clamor, no sound of instruments, except the unvoiced lapping of the dense water of a lagoon and that whisper of the leaves on the trees. It looks like the rustle of light clothing in a distant summer evening, because here everything is ancient and true at the same time.

That's what you think when you first meet of the Forte Marghera spaces. But they are places of life, not memory lane, do not appear, they are there and their spirit only seems tarnished by a past time, return and renewed like a fruit picked up by the powder, shiny and juicy, whose maturity makes it very sweet, perfect. It was looking for the hand of the one who could see it to give back, over and over again, all her sweetness and nourishment.

They are Vincenzo Eulisse, Maurizio Bucca, Roberto Cannata, Ivana Galli and Rita Pierangelo those who, with extreme humility and simplicity, bring these spaces of Art back to life, they with their streak of madness and their infinite desire and infinite faith in the future to make these spaces a future delight, they thet have traveled in different paths, often distant, but united in that mysterious and "damned" aura that in art finds appearance and voice.

These are open spaces and they are a symbol of nowadays, but at the same time an archetype, of a common search, comparison and interaction between those in the art speak the same language. There is an halfway traveled by Vincenzo, Maurizio, Roberto, Ivana and Rita, and is a road that does not refer only to itself, leads and at the same time it collects those who choose to see the way, it is internal and external to itself, like a reversed perspective, everything is there, at your fingertips, and everything happens in the present.

Live together, exchange thoughts, create and give dignity to all that escapes to a hasty glance. All this is, and will be, possible in this place: Officine Forte Marghera, mirror without a crease but made deep by its history.
  1. C.Phillips